Hai mai fatto caso che dietro l'armadio, vicino a un pilastro o nell'angolo fra due muri la parete è sempre un po' più fredda, e a volte ci compare una macchia scura? Non è sporco. È un ponte termico, cioè un punto dove il calore esce più in fretta che nel resto del muro. Il sistema HES che H.0.ME. porta in Italia ha una conducibilità termica di 0,048 W/(m·K) (fonte: scheda tecnica HES), e si posa in modo continuo proprio per chiudere quei punti.

Il calore prende la scorciatoia

Il calore si comporta come l'acqua: cerca la via più facile. In una parete isolata bene quella via è lunga e faticosa, e attraversarla richiede ore: è lo sfasamento di cui abbiamo parlato nelle puntate precedenti. Ma un muro non è quasi mai un blocco unico. Dentro ci sono pilastri di cemento, cordoli, travi, materiali con densità diverse. Dove questi materiali si toccano, o dove la struttura buca lo strato isolante, il calore trova una via più corta. Quella è il ponte termico.

Non confondiamolo con gli spifferi. Lo spiffero è aria che passa da una fessura. Il ponte termico è calore che esce per conduzione, attraverso il materiale stesso, e c'è anche in una parete sigillata bene contro l'aria.

Perché i nodi sono il punto debole

Nella costruzione tradizionale l'isolante arriva dopo, a pannelli, sopra una struttura già fatta di pezzi diversi. Il pannello è rigido, e a una struttura irregolare non si adatta da sé: quando un pilastro o un cordolo interrompe la superficie, va tagliato, incastrato e rattoppato attorno. Proprio in quel punto di taglio l'isolamento si assottiglia, o si interrompe del tutto. E la faccia interna del muro, in corrispondenza del nodo, resta più fredda del resto. Se scende sotto la temperatura di condensazione, l'umidità dell'aria si posa lì. Dietro l'umidità arriva la muffa. Di come una parete gestisce il vapore abbiamo parlato nella puntata su comfort e umidità.

Un involucro che avvolge la struttura

Il sistema HES fa il contrario. Invece di accostare pannelli alla struttura, la ricopre con una massa continua di calce e canapa, lo stesso impasto HES di cui abbiamo già raccontato la composizione. Nei nodi non ci sono giunzioni. La tecnologia di posa è coperta da brevetto (US 10.266.451 B2, PCT/CH2015/000085), e H.0.ME. è licenziataria per l'Italia dal 2019. Pilastri e cordoli restano dove sono. Ma li copre lo stesso strato, senza varchi in cui il calore possa infilarsi.

Che tenga anche negli anni lo dice un caso della rete HES, non un cantiere H0ME: al Museo Fortuny di Venezia una termografia fatta due anni dopo la posa non ha trovato distacchi né degrado superficiale. Il merito è del sistema che portiamo in Italia, non nostro. Ma dice quello che serve sapere: l'involucro continuo regge nel tempo, non solo il giorno della posa.

Un cantiere HES suo, H0ME non l'ha ancora chiuso. Il primo è in preparazione, ed è il percorso che raccontiamo in questa serie.

Cosa significa in casa

In casa vuol dire angoli che non restano freddi tutto l'inverno, e muffa che non torna ogni autunno dietro i mobili addossati al muro. E superfici a temperatura più uniforme in tutta la stanza: ne abbiamo parlato nella puntata precedente, confrontando tre pareti. Una parete senza scorciatoie non perde calore nei punti nascosti, e quel calore non lo paghiamo in bolletta.

Un limite però c'è, e conviene dirlo subito. L'involucro continuo riduce i ponti termici della parete, quelli della struttura. Le finestre sono un altro discorso: lì servono una posa dedicata e un controtelaio pensato apposta, il materiale del muro non basta.

📌 λ = 0,048 W/(m·K) è il valore che Hemp Eco Systems dichiara nella sua scheda tecnica, che si definisce indicativa. Le prove di laboratorio indipendenti, misurate su campioni più densi, danno valori più alti: le trovi nella pagina Prove e limiti.

Domande frequenti

Il ponte termico è la stessa cosa di uno spiffero?
No. Lo spiffero è aria che entra da una fessura. Il ponte termico è calore che esce per conduzione attraverso il materiale, anche dove fessure non ce ne sono.

Un cappotto tradizionale non risolve già il problema?
Lo riduce. Ma le giunzioni tra le lastre, i tasselli passanti e i tagli sui nodi lasciano discontinuità. Una massa continua di un solo materiale i giunti non li ha proprio.

Anche le finestre creano un ponte termico?
Sì, e lì la soluzione è un'altra: posa e controtelaio dedicati. L'isolante della parete non basta.

Il confronto sulla temperatura delle pareti è nella puntata precedente, «La notte a 38 gradi: tre pareti a confronto» (/la-notte-a-38-gradi-tre-pareti-a-confronto/). I dettagli tecnici del sistema sono nella pagina Tecnologia (/tecnologia/). Nella prossima puntata: come respira davvero una parete senza barriere al vapore.


Articolo redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione H.0.ME.