Ti è mai capitato di svegliarti con la gola secca, o con l'impressione di aria pesante? Non conta solo la temperatura. Conta anche l'umidità relativa. Il Rapporto ISS COVID-19 n. 11/2021, curato dal Gruppo di Lavoro Ambiente e Qualità dell'Aria Indoor, per le abitazioni indica 20-22 °C d'inverno e 24-26 °C d'estate, con umidità relativa fra il 40 e il 60%. In quell'intervallo, scrive l'Istituto, le difese del sistema respiratorio funzionano bene. Non è una promessa sul sonno.

Un'indicazione simile arriva dall'agenzia statunitense EPA. Nella guida «A Brief Guide to Mold, Moisture and Your Home» raccomanda di tenere l'umidità relativa sotto il 60%, meglio ancora fra il 30% e il 50%, per limitare le condizioni che favoriscono le muffe.

L'aria della camera cambia durante la notte

Quando respiriamo mettiamo nell'aria anidride carbonica e vapore acqueo. In una stanza chiusa per molte ore entrambi salgono. Ma sono due cose diverse.

L'umidità relativa è il rapporto tra il vapore che c'è nell'aria e il massimo che quell'aria potrebbe contenere a quella temperatura. Per questo cambia quando si accende il riscaldamento: il vapore resta lo stesso, la temperatura sale, l'umidità relativa scende.

L'anidride carbonica dipende invece dalle persone. La parete non può diluirla. Serve ricambio d'aria, naturale o meccanico. Lo ricorda lo stesso rapporto ISS, che insiste sull'aprire le finestre più volte al giorno anche quando c'è un impianto.

In camera il risultato dipende da più cose: temperatura, quante persone ci dormono, ricambio d'aria, dimensioni del locale, altre fonti di vapore. Attribuire tutto a un solo materiale sarebbe poco serio.

Che cosa fa un materiale igroscopico

Alcuni materiali scambiano vapore con l'aria. Quando l'umidità sale, ne assorbono una parte. Quando l'aria si asciuga, la restituiscono.

Viene in mente la spugna. L'immagine funziona a metà: la parete non regola la stanza come una macchina, fa da tampone. Smorza uno sbalzo, non fissa un valore.

Un gruppo dell'Università di Bath ha misurato questo comportamento su pareti sperimentali in calce-canapa, con il protocollo Nordtest. Lo studio, pubblicato nel 2015 su Building and Environment con il titolo «Moisture buffer potential of experimental wall assemblies incorporating formulated hemp-lime», assegna alla calce-canapa a vista e a quella con intonaco di calce la classe più alta di capacità tampone. E rileva che una pittura sintetica stesa sopra può abbassarla di parecchio.

Sono formulazioni sperimentali, con quel protocollo e in laboratorio. Lo studio non misura il mix HES e non permette di promettere che ogni camera resterà sempre in quell'intervallo.

Come può contribuire la parete HES

Il sistema HES che H.0.ME. porta in Italia usa un mix di canapa e calce come massa muraria. H.0.ME. è licenziataria per l'Italia dal 2019 del brevetto US 10.266.451 B2.

La scheda tecnica HES indica una conducibilità termica di 0,048 W/(m·K); una parete da 320 mm arriva a 18 ore di sfasamento. Sono dati termici: dicono come passa il calore e quanto ritarda il suo picco. Non misurano la regolazione dell'umidità.

La calce-canapa è igroscopica, e questo può aiutare ad attenuare i picchi. Nella casa finita, però, contano la parete completa, le finiture, la ventilazione e il modo in cui si vivono gli ambienti.

È uno degli aspetti che H.0.ME. sta valutando mentre lavora alla prima casa con tecnologia HES. Non parliamo di case H0ME già costruite: le esperienze realizzate appartengono alla rete HES.

Per approfondire puoi leggere Parete che respira: comfort e umidità, Come funziona il mix HES e l'articolo sulla granulometria del canapulo.

Cosa significa, in pratica, in camera

Una parete igroscopica può accompagnare gli sbalzi tra sera e notte. Non toglie la necessità di aprire le finestre o di avere un impianto di ventilazione progettato bene.

Con un igrometro si controlla l'umidità relativa. Se il valore resta alto, la causa va cercata: poca ventilazione, condensa, infiltrazioni, troppo vapore prodotto in casa. La parete non deve diventare un alibi per non guardarla.

Quindi «dormire meglio» non è una promessa medica. Vuol dire cercare condizioni termo-igrometriche più stabili, e aria che si rinnova.

Il dato

40-60% di umidità relativa: l'intervallo indicato per le abitazioni, d'inverno come d'estate.

Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Rapporto ISS COVID-19 n. 11/2021, versione del 18 aprile 2021.

Domande frequenti

La parete traspirante sostituisce la VMC?
No. Può smorzare qualche sbalzo di umidità, ma il ricambio dell'aria resta affidato alla ventilazione, meccanica o naturale.

Cosa succede all'umidità d'inverno, con il riscaldamento acceso?
A parità di vapore, se sale la temperatura l'umidità relativa scende. Una parete igroscopica può attenuare le variazioni, ma non garantisce di restare sopra il 40%.

Quali finiture evitare per non sigillare la parete?
Il nome della pittura non basta. Lo studio dell'Università di Bath mostra che una pittura sintetica può ridurre di molto la capacità tampone, mentre l'intonaco di calce la conserva. Il ciclo completo va verificato con progettista e produttore.

Per conoscere il sistema costruttivo, visita la pagina Tecnologia. Puntata precedente: Calce-canapa contro cappotto in EPS: cosa succede d'estate. Nella prossima puntata parliamo di tenuta all'aria e traspirabilità d'inverno.


Articolo redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione H.0.ME.