Vetri appannati la mattina, aloni scuri negli angoli. Dietro di solito c'è un incrocio di vapore, superfici fredde e poca aria che si rinnova. Il 40-60% di umidità relativa è la fascia che la letteratura tecnica propone per gli ambienti occupati. Per capire cosa succede quando il vapore tocca una superficie fredda basta un bicchiere d'acqua.
Riempilo di acqua molto fredda e lascialo sul tavolo. Sulla parete esterna compaiono delle gocce. Non escono dal bicchiere: è il vapore già presente nell'aria che diventa acqua. Succede quando il vetro scende sotto il punto di rugiada dell'aria intorno.
Da qui si capisce anche cos'è l'igroscopia, e perché non va confusa con la ventilazione.
Perché il bicchiere si bagna e cosa accade al muro
Il vetro non è igroscopico: quando la superficie è fredda abbastanza, il vapore condensa e si vedono le gocce.
In casa funziona allo stesso modo. La doccia, la pentola sul fuoco, le attività di ogni giorno mettono vapore nell'aria. Se quel vapore arriva su una parete, un angolo o un infisso più freddo del punto di rugiada, può diventare acqua.
Quindi non è il muro a "creare" l'umidità. Contano insieme quanto vapore produciamo, quanto sono fredde le superfici e quanta aria si rinnova. La guida della US Environmental Protection Agency "A Brief Guide to Mold, Moisture and Your Home" indica la condensa su finestre, pareti o tubazioni come possibile segnale di umidità elevata.
Un materiale igroscopico si comporta in un altro modo. Può assorbire per un po' una parte del vapore quando l'aria si carica, e restituirla quando torna asciutta. Non toglie l'acqua di mezzo e non rinnova l'aria: smorza il picco e lo spalma nel tempo.
Nei composti calce-canapa questo comportamento è stato misurato. Lo studio "Moisture buffer potential of experimental wall assemblies incorporating formulated hemp-lime", uscito nel 2015 su Building and Environment, mostra anche che finiture e rivestimenti possono cambiare la capacità della parete di moderare l'umidità.
Cosa significa nelle pareti del sistema HES
Il sistema HES che H.0.ME. porta in Italia usa un composto di calce e canapulo. Come gli altri composti calce-canapa studiati in letteratura, può scambiare vapore con l'ambiente: ne trattiene una parte quando l'umidità sale e la rilascia quando l'aria torna più asciutta.
Ne abbiamo parlato negli approfondimenti su come funziona il mix HES e sulla parete che "respira".
"Respirare", però, è una metafora. Una parete non porta ossigeno dentro casa e non manda fuori gli inquinanti. Può aiutare a smorzare gli sbalzi di umidità, e quanto ci riesce dipende dalla parete intera, dalle finiture e da come è progettata.
Conta anche la temperatura delle superfici. La scheda tecnica HES dà per il materiale una conducibilità termica λ di 0,048 W/(m·K). Da solo non dice se ci sarà condensa: contano tutta la parete, i ponti termici e le condizioni interne ed esterne.
Al 31 dicembre 2014 erano stati costruiti 27.653 m² con il sistema HES, secondo HES Group. È un dato della rete HES, non di H.0.ME.
H.0.ME. è licenziataria per l'Italia dal 2019 e sta preparando il primo cantiere con questa tecnologia. Una casa HES propria non l'ha ancora costruita.
In pratica, una parete igroscopica può assorbire parte del vapore di una doccia e restituirlo quando l'aria si asciuga. Il resto lo fanno le finestre, la ventilazione e un progetto che non lascia punti freddi.
Domande frequenti
L'igroscopia sostituisce la ventilazione o la VMC?
No. Sui picchi di vapore può fare qualcosa, ma non rinnova l'aria e non toglie gli inquinanti dagli ambienti interni.
Una parete igroscopica elimina la muffa?
No. Sui picchi di umidità può dare una mano, ma condensa e muffa possono comparire lo stesso su superfici fredde, con ponti termici, difetti costruttivi o poco ricambio d'aria.
H.0.ME. ha già cantieri attivi in Italia con questa tecnologia?
No. H.0.ME. è licenziataria del sistema HES per l'Italia dal 2019 e sta preparando il primo cantiere. I 27.653 m² dichiarati al 2014 appartengono all'esperienza europea della rete HES.
Per conoscere il sistema visita la pagina Tecnologia. Nella puntata precedente, La stanza in cui si dorme meglio, abbiamo parlato di umidità in camera da letto; venerdì prossimo continuiamo il percorso verso la prima casa H0ME con tecnologia HES.
Articolo redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione H.0.ME.